Le email di phishing sono diventate sempre più credibili: non più solo messaggi scritti male con errori evidenti, ma comunicazioni che imitano fatture reali, notifiche bancarie, richieste da colleghi o fornitori. Non serve diventare paranoici — serve conoscere qualche accorgimento pratico.
I segnali a cui prestare attenzione
Anche le email più curate lasciano quasi sempre qualche indizio: un indirizzo mittente che assomiglia a quello vero ma non è identico, un tono di urgenza insolito (“agisci subito o il tuo account sarà bloccato”), richieste di dati sensibili o pagamenti che normalmente non arriverebbero via email, o link che, passandoci sopra col mouse senza cliccare, mostrano un indirizzo diverso da quello che ci si aspetterebbe.
La regola più semplice ed efficace
Se un’email chiede di cliccare un link e inserire credenziali, o di effettuare un pagamento urgente, la cosa più sicura è verificare per un’altra via — una telefonata, un messaggio diretto alla persona o all’azienda che risulta mittente — prima di agire. Richiede trenta secondi in più, ma evita la maggior parte dei danni.
Misure tecniche che aiutano davvero
Oltre all’attenzione delle persone, alcune configurazioni tecniche riducono molto il rischio: filtri antispam aggiornati, autenticazione a due fattori sugli account email (così anche se qualcuno ottiene la password non basta per entrare), e configurazioni corrette del dominio (SPF, DKIM, DMARC) che rendono più difficile falsificare la tua email per truffare altri.
Formare il team conta più di qualsiasi filtro
Il filtro tecnico più sofisticato non serve a nulla se poi qualcuno in azienda clicca comunque su un link sospetto. Una breve formazione periodica del team, anche informale, su cosa guardare prima di cliccare, è spesso la misura più efficace di tutte.
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